giovedì 29 marzo 2012

Il Baule di Bliblila V°

Nuova puntata del Baule di Bliblila!
Dopo un lungo inverno fatto di polvere e ristrutturazioni, ecco tornare la bella stagione.
E dalla vecchia cartella rossa è saltato fuori, nemmeno a farlo apposta, un librino perfetto:


LA PRIMAVERA
Collana FANTASIA, Editrice Cenisio, periodico semestrale, 1986



Come la maggior parte dei miei libri, questa piccola pubblicazione fu un regalo di Mamma.
Dire se lo comprò in libreria o in edicola è difficile, nemmeno lei se lo ricorda. Poco importa; i ricordi della “me bambina” basteranno.

Non appena ho cominciato a sfogliare e rileggere questo libretto, anch’esso oramai fuoricatalogo, un pensiero netto si è affacciato al balcone della memoria: “questo era uno dei libri preferiti da mamma!” (anche se lei non lo ricorda), un po’ come quello di Tantemele e di altri di cui parlerò prossimamente.




La Primavera è una brossura di poche pagine (16 copertina inclusa) di cartoncino leggero e semi-lucido.
Segno distintivo delle pubblicazioni dell’editrice Cenisio è la scarsità di informazioni su autori e illustratori. Sulla prima di copertina troviamo unicamente il titolo  a grossi caratteri; sulla quarta le indicazioni di stampa, di copyright, la collana (Fantasia) e il prezzo (2.000 lire!).







Caratteristica di questo semplice libro sono le pagine sagomate, sovrapposte come quinte teatrali a creare un gioco percettivo di spazio e profondità.
Il secondo elemento che colpisce l’occhio (per lo meno colpì quello di Mamma) è il colore: campiture piatte, tonalità pastello, definite da una semplice e pulita linea nera di contorno.





Come preannuncia il titolo, argomento del librino è la stagione primaverile e le sue caratteristiche (flora, fauna e attività).
I testi descrivono brevemente, con toni raffinati e poetici, lo sbocciare dei fiori, il canto degli uccelli, i colori del cielo e le attività di uomini e animali. Con intenti didascalici si racconta la primavera.



Le immagini rappresentano, in modo altrettanto preciso, ciò che la parola scritta descrive.
Riconosciamo immediatamente i fiori di pesco, le belle primule e il tarassaco, le api,  le rondini, il picchio e gli animali dello stagno.
In un susseguirsi di tavole vivaci e luminose… ma un poco noiose.






Ricordo che la “me” bambina non si appassionò mai a questo libro.
Ero (e sono) più affezionata alla sua essenza di “regalo di Mamma”, che alla qualità dell’oggetto in sé.
Non mi affascinava, non mi catturava, non c’era una storia né un protagonista in cui identificarsi.
Era una carrellata di quadretti che non aggiungevano nulla al mio bagaglio culturale (forse perché ero fortunata ad avere una casetta in campagna, con la possibilità di ammirare le campanule dal vivo?)
Erano pagine che non mi emozionavano.
L’unico aspetto che trovavo gradevole, e che così è rimasto impresso nella mia memoria, era dato dal rosa tenue che spesso compare su queste pagine e la presenza delle belle rondini (che pare facciano davvero primavera!)
Il rapporto affettivo con mia madre, assieme al colore e all’animale per antonomasia legato alla stagione primaverile erano le chiavi di lettura che mi legavano a questa pubblicazione e che, ancora oggi, associo ad essa.





Oggi, con occhio adulto e più critico, osservo ancora il libro.
Continuo a trovare il testo insopportabile per un bambino di 6 anni (noiosetto perfino per una “me” trentenne), caratterizzato da un linguaggio troppo lezioso e superficiale per descrizioni pseudo-scientifiche, troppo ricercato per una mancata narratività.


“… la terra ridesta gli alberi…”
“… leggiadri fiori… romantiche viole…”
“… rosseggeranno le dolci ciliegie…”


… per non parlare di lunghi periodi senza punteggiatura.

Le illustrazioni presentano aspetti gradevoli dal punto di vista cromatico e compositivo, per quanto didascalico. Ripropongono le scene naturalistiche descritte dal testo, senza aggiungervi altro.
Gli elementi naturali sono riprodotti graficamente con attenzione ma vi sono, in queste immagini, alcuni “refusi” che si scontrano con una pretesa precisione descrittiva.
Per citarne uno su tutti, al testo “Nello stagno mamma anatra nuota orgogliosa dei suoi anatroccoli…” corrisponde una buffa scenetta familiare in cui, alla guida dei teneri anatroccoli, sta un bell’esemplare di
anatra maschio!




Si sa, non tutti i libri escono col buco, un po’ come le ciambelle.
Resta però evidente che, a prescindere dalla qualità di testo e immagini, un libro può lasciare segni indelebili nella memoria di un bambino grazie al suo “essere” un mezzo di comunicazione potente con il genitore.

L’importanza che un libro sia un Buon libro è affiancata a quella del “come” presentarlo al lettore.
Certo, i bambini non si lasciano ingannare facilmente, riconoscono a un qualche livello profondo la qualità del prodotto e valuteranno se accettarlo o rifiutarlo.

Se abbiamo la fortuna di avere Buoni libri (e ce ne sono!), cerchiamo anche di fare una mise en plat che ingolosisca.
Mamma ci riuscì con La Primavera che, pur non essendo un capolavoro editoriale, è rimasto nella mia bella cartella rossa e nel Baule di Bliblila.

questa è l'immagine che (ora) preferisco

Buone letture e buona Primavera!

5 commenti:

Clyo ha detto...

Ma sai che anche a me ha colpito il rosa tenue!
Tantemele forse lo conosco, era uno dei libri di mia mamma, cioè era mio ma ci era affezionata mia madre.

Ila ha detto...

Tantemele lo trovi in uno dei post precedenti :)
E sì... evidentemente piace tanto alle mamme! Ci sarebbe da approfondire il perchè!

Marica Bersan ha detto...

Che bello riscoprire i libri di quando si era piccole! Quanti ricordi! Poi è interessante osservare quanto siano cambiati i tempi, anche in fatto di proposte editoriali; oggi nessun editore pubblicherebbe più testi scritti in quel modo (almeno spero... ^_^).

Donna con Fuso ha detto...

mia mamma ha sta brutta abitudine di buttar via tutto e invece mi piacerebbe vivere emozioni simili a questa che racconti tu :)

Ila ha detto...

MaricA: grazie della visita e del commento :) Sì, è interessante vedere cosa piaceva, cosa passava e cosa resta ;)

Donna col Fuso: benearrivata, se ti piacciono i ricordi emersi da vecchi Bauli, Bliblila è sempre aperta :)
Per fortuna in casa i mia i libri non si buttano mai :P (sfortunatamente anche tante altre cose, invece, eliminabili!)