venerdì 27 maggio 2016

Il Re dei Nani (fiaba tedesca)

Nuovo appuntamento con l'analisi di una fiaba, anch'essa tratta dalla bella raccolta delle AMZ di cui ho parlato precedentemente.

Il saggio Rübezahl - opera di Bartle Kleber (1914) - foto di Andreas Praefcke

IL RE DEI NANI
Scopriamo oggi una parte della tradizione e del folklore tedesco.
Più precisamente voliamo fino ai Monti dei Giganti, zona ora di confine tra Polonia e Repubblica Ceca, ma fino al secolo scorso abitato dal popolo germanico.
Qui vive Rübezahl, un genio delle montagne, un nano scorbutico e presuntuoso ma, talvolta, anche molto generoso, che regna incondizionato nelle viscere della terra e ne possiede tutti i tesori.
Un personaggio che compare spesso nelle leggende tedesche, oltre che in molte opere letterarie e musicali dal XVI al XX secolo.

Nella versione italiana lo conosciamo come Contarape, e tra poco ne scopriremo il perché.

Potete leggere la versione estesa delle sue avventure a questa pagina.
Qui di seguito, invece, ecco quella racchiusa nel volumetto delle AMZ.


La preziosa copertina ci presenta subito, in modo chiaro, con chi avremo a che fare.

Un elegante ometto, dalla rossa barba fluente, offre a una bellissima dama un'enorme rapa.
Nella raffinatezza generale creata dagli abiti e dalla buia volta magica che sembra avvolgere i due protagonisti, il grosso tubero contrasta con prepotenza, anticipando quel mix di incantesimo, fascino e rude comicità propria di questo racconto.


Incipit della storia e presentazione ufficiale del personaggio cardine.


La situazione iniziale è serena come sempre.
Questa volta siamo in un ambiente cortese, con re, dame e cavalieri che vanno a passeggiare sui Monti Giganti durante una giornata di sole.
La bella figlia del re, Jutta, si allontana con la cugina alla scoperta del mondo silvestre e qui, in un luogo selvatico e magico, fa l'incontro che cambierà il suo destino: il Re dei Nani, debitamente travestito.

Si introduce così il primo nucleo essenziale di funzioni: l'allontanamento, l'investigazione, la delazione e il primo tranello (il maschermento).


La principessa, innocente e pura, torna al luogo da cui è rimasta affascinata e che, ora, è sotto un potente incantesimo gettato dal nano.
La fanciulla viene rapita magicamente e svanisce; mentre coloro che la amano e la cercano disperatamente arrivano alla conclusione di offrire la mano della preziosa figlia a chi la ritroverà.

Ecco che ci troviamo davanti al secondo tranello, alla connivenza e al danneggiamento.
E di conseguenza alla funzione che muove ogni fiaba: la mancanza.
Emerge un'altra funzione, quella della mediazione, in cui si cerca aiuto. 
A questo punto di solito compare l'eroe salvatore (cercatore). Ma in questo caso, pur essendoci alla fine un cercatore, l'eroina principale è la vittima di cui seguiamo le vicende, cioè Jutta.


Incantevoli sono le illustrazioni di Nikolai Ustinov che si alternano in formati diversi: a piena pagina, scontornati e incorniciati come arazzi.


La principessa si ritrova nel Regno sotterraneo del Nano, opportunamente reso incantevole e accogliente. Qui riceve la proposta di matrimonio a cui, con furbizia, acconsente chiedendo tempo.
Riceve doni magici che utilizza per annullare il suo senso di solitudine, ma la tristezza comincia a pesare sul suo animo.

In questo caso il donatore di oggetti magici è lo stesso antagonista.
Incontriamo la funzione del conseguimento del mezzo magico e il suo utilizzo.



Il Re dei nani fa di tutto per esaudire i desideri dall'amata infelice e capricciosa.
Gli umori si fanno tesi e vacillano all'arrivo di un nuovo personaggio, un Principe.
Si susseguono altre magie, perché il Nano esige solo per sé la bella Jutta; e così compaiono laghi e fiumi impetuosi ad ostacolare il possibile salvataggio.
Ma la Principessa usa l'astuzia, fattore fondamentale in questa fiaba.

La trama si arricchisce di passaggi e di funzioni; siamo alla lotta, seppur non fisica ma giocata con complicità e furbizia.


Con il trucco del contare le infinite rape, Jutta distrae il Nano e tenta la fuga con il bel principe.
Saranno inseguiti, ovviamente, ma l'avranno vinta e potranno finalmente tornare a casa.

In questa fase si susseguono queste funzioni: la vittoria e la rimozione della mancanza, il ritorno e la persecuzione, il salvataggio.


I due giovani vengono accolti con gran festa e le nozze sono imminenti.
Il nostro Re dei nani, scornato e deluso, decide di restare scapolo... rassegnato ad esser ora soprannominato Contarape.

L'identificazione della principessa ora in salvo, e le nozze chiudono la narrazione.

E come da esercizio di Propp, l'equazione corrispondente alla storia appena letta può esser questa:

ie3 v1 w1 j2 y1 X1 (X8) x1 Y1 D7E2(E10) Z1 L2 V Rm1 ↓ P6 S9 I N**


A presto con la prossima fiaba da analizzare!
Buone Letture!


2 commenti:

Mab ha detto...

Grazie a Dio! Leggendo distrattamente, mi era balzato agli occhi il verbo "analizzare" che, sul web, corrisponde spesso a grottesche odi alla nascosta simbologia del menarca. Ormai, quando leggo "Propp" mi commuovo!

Ila ha detto...

Ciao Mab :)
no, per ora nessun menarca, solo belle fiabe e Propp sul comodino ;)