venerdì 18 novembre 2016

Storie di maghi - Greg vs Harry

Nelle ultime settimane mi sono letta diversi libri a tema magia.
Due testi in particolare hanno riempito un periodo vacanziero, due storie diversissime per trama, personaggi, ambientazione e scrittura.
Due diversi modi di raccontare il mondo magico, due punti di vista lontanissimi ma entrambi curiosi e interessanti.

Il primo è l'Età sottile, di Francesco Dimitri, edito da Salani (2012)

L'onirica copertina di questo volume ha attirato la mia attenzione mentre girellavo nella libreria vicino casa.
Dei libri dedicati alla fascia young adults della Salani ho sempre letto poco, ma questa volta mi sono incuriosita, ho cercato qualche recensione e, convinta dai rari ma entusiasmanti commenti trovati in rete, mi sono immersa in un romanzo che di certo non mi aspettavo.
Il protagonista è un adolescente romano, Gregorio (Greg), che vive una normalissima vita nell'Italia odierna, con tutti i problemi e i desideri di un quattordicenne.
La vita non è liscia per Greg, che perde la madre molto presto ed è spesso in conflitto con il padre. A sostenerlo c'è la sorella più grande e la fidanzatina.
Ma gli eventi lasciano sul ragazzo un segno profondo, lasciandolo insoddisfatto interiormente.
Finché sulla spiaggia di Portodimare (paese del sud Italia dove trascorre le vacanze) incontra Levi, uno strano personaggio che gli fa la proposta più strana mai ricevuta.
Levi si offre di insegnarli la magia.
Dopo un iniziale tentennamento e sincera incredulità, Greg accetta la bizzarra sfida e la sua vita prenderà direzioni inaspettate. Tra nuovi amici, perdite e dolori, sorprese e nuovi saperi, il protagonista crescerà, diventando l'artefice della sua vita.

La scrittura di Dimitri è molto scorrevole e il libro si legge con piacere.
Quello che più ho apprezzato è la credibilità che l'autore riesce a dare ad un tema che di verosimile ha spesso ben poco. Non ci sono effetti speciali e non c'è la minima traccia di fantasy.
L'Età sottile è calato in un contesto per noi molto familiare (geograficamente e culturalmente), i personaggi non hanno super poteri né sono perfetti e invincibili, anzi mostrano appieno caratteri diversi e ricchi di umani difetti; le difficoltà incontrate da Greg son quelle quotidiane che ogni adolescente può vivere, con alti e bassi.
L'elemento diverso è l'apprendimento della magia, che certo non interessa né appartiene a tutti.
Ma anche in questo, lo studio di un'arcana disciplina, la credibilità gioca un ruolo fondamentale; gli accadimenti sono verosimili, non c'è nessuna esaltazione o idealizzazione dell'Arte, tutto si svolge in modo quasi comune.
Ed è questo che mi affascina profondamente del romanzo di Dimitri.
Non racconterò di più, vi invito a leggerlo.

Target: +13 anni


Il secondo libro è decisamente più conosciuto, popolare e commerciale.
Harry Potter e la maledizione dell'erede, J.K. Rowling, J. Tiffany, J. Thorne, edito da Salani (2016)

Lo confesso: sono una fan accanita di Harry, Hogwarts e tutto ciò che li circonda. Ho letto anni fa, in epoca ancora insospettabile, i primi libri e di seguito tutta la saga; ho visto i film, ho pianto, riso, trepidato per aver l'ultimo tomo tra le mani. Sempre in anni lontani mi comprai perfino una sveglia-gadget di Harry&co.
Ho amato quella storia, mi ci sono tuffata e l'ho vissuta fino in fondo e, presto, la rileggerò tutta senza pause!
Quando è uscito l'ottavo volume son rimasta in bilico tra l'entusiasmo infantile di tornare a Hogwarts e il sospetto che sarei potuta restare delusa...
Già tenere il ritmo su 7 libri, senza cedimenti, è stata un'impresa. Voler far il passo più lungo della gamba mi faceva storcere il naso.
Ma non ho resistito!
L'ultimo libro di Harry è diverso dagli altri in modo evidente: è una sceneggiatura teatrale. La sceneggiatura di uno spettacolo teatrale che da mesi, a Londra, ha esaurito i biglietti fino all'estate prossima e che sta accogliendo numerosi consensi!
Uno spettacolo che, di sicuro, arriverà anche in Italia (e che io aspetto pazientemente).
Quest'ultimo capitolo vede Harry e i suoi amici adulti, genitori e impegnati nel mondo del lavoro (magico, ovviamente). Ad Hogwarts, ora, vanno i loro figli, e sono proprio loro ad essere protagonisti cardine di quest'avventura.
Non voglio svelare nulla della trama, vi basti sapere che torneranno facce conosciute, emozioni, pozioni e incantesimi che ormai conosciamo bene, colpi di scena e nuove incredibili amicizie.

Il meccanismo narrativo è ben studiato e costruito, in linea con i precedenti romanzi; le atmosfere amate ritornano ed è un piacere riviverle.
Ma... c'è un ma.
Proprio la forma in cui ci viene offerta l'ottava storia, la sceneggiatura teatrale, pur avendo un certo fascino, impedisce (almeno per me così è stato) il coinvolgimento puro e intenso provato con i sette libri precedenti.
L'impressione è quella di osservare tutta la storia da dietro a un vetro, con il risultato che le voci e i gesti e le sensazioni del magico mondo di Harry restino ovattate e lontane.
E al termine della lettura questo lascia l'amaro in bocca e un'intensa insoddisfatta nostalgia.
Per questo attendo lo spettacolo a teatro, con i suoi suoni e la sua fisicità e i costumi e gli attori in carne e ossa; perché sicuramente questa è la forma più adatta all'avventura dell'erede di Harry Potter.
Consigliato agli amanti duri e puri di Hogwarts.

Target: + 11 anni

Buone Letture!


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